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... arrivarono dall'Asia

A partire dal 15.000 B.P. popolazioni nomadi di origine asiatica attraverso lo Stretto di Bering raggiunsero i territori più settentrionali del continente americano, le coste dell'Alaska, del Canada e della Groenlandia.
Nel corso di migliaia di anni varie migrazioni si alternarono, si sovrapposero e scomparvero.

Intorno al 1500 B.P. fece la sua comparsa una nuova migrazione, chiamata di 'Thule' (località della Groenlandia nordoccidentale dove ne furono trovati per la prima volta i resti archeologici) che, partita dall'Alaska, nell'arco di poche generazioni arrivò fino alla Groenlandia e ne popolò le due coste.

I Thule
sono gli antenati dei moderni Inuit. Gli Inuit di oggi ne sono i diretti discendenti. Sono le popolazioni che in passato venivano chiamate 'eschimesi'.

Nel 1977, la Conferenza Inuit Circumpolare (ICC), che rappresenta i 150.000 nativi dell'Alaska, del Canada, della Groenlandia e della Chukotka, ha adottato ufficialmente il termine Inuit (che significa 'uomo') in sostituzione di eschimese e ha chiesto al mondo di usarlo quando si parla di loro.

Di tutte quelle che la precedettero quella di Thule fu la migrazione più altamente tecnicizzata e più perfettamente attrezzata per muoversi e vivere nell'ambiente artico.

I Thule conoscevano l'arco corto di origine mongola, possedevano perfettamente le tecniche di fabbricazione degli arpioni e della caccia in gruppo.
Il qajaq, l'umiaq, la slitta trainata dai cani furono gli strumenti del loro successo in un ambiente dominato dalla neve, dal ghiaccio e dall'acqua.

Grazie alla tecnicizzazione raggiunta misero a punto una serie di utensili e di oggetti specifici per ogni tipo di caccia, sia ai volatili che ai mammiferi marini e terrestri, soprattutto orsi polari e balene, e di pesca, mentre la perfetta percezione dell'ambiente e la intuizione per difendersi dal freddo di costruire abitazioni interrate adatte a mantenere il calore consentì la sopravvivenza con temperature ben al disotto dei 40°.

Nella quotidianità utilizzavano coltelli in osso o pietra innestati su di un manico in legno, raschiatoi con la lama a forma di mezzaluna per pulire le pelli, il trapano ad arco per accendere il fuoco, occhiali con strette fessure per proteggere gli occhi dalla cecità causata dal riflesso del sole sulla neve.
Le pentole per cucinare e per riscaldare il cibo erano in pietra di steatite, facile da scavare. Pietre arroventate sul fuoco venivano utilizzate per bollire l'acqua e arrostire i semi.
A partire dall'anno 1000 migliorarono la propria tecnologia ideando più performanti strumenti in pietra, punte di arpione in osso o avorio e includendo utensili in ferro, estratto dal grande meteorite di Capo York nel nord ovest della Groenlandia.

 
 

La cultura di Thule scomparve assimilata dal mondo moderno quando nell'artico incominciarono ad arrivare i primi posti commerciali europei.
Alla fine dell'800 pareva che oramai non esistesse più una popolazione genuinamente 'Thule', quando, nel 1884, Gustav Holm approdò ad Ammassalik.

Era così giunta fino ai giorni nostri, mentre tutto il resto dell'artico era oramai 'occidentalizzato', una nicchia umana portatrice di una antica cultura genuina ricca di miti, leggende, memorie che si ritenevano scomparse per sempre.


Umiaq e qajaq in Ammassalik nell'anno 1889 - F.to Krabbe

 

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